Alberto Sposo

Smoking, frac o tight? Guida alla scelta dell’abito giusto

Se è soprattutto la sposa al centro dell’attenzione durante il giorno del sì anche lo sposo deve prestare attenzione al suo look personale e alla scelta dell’abito.

Talvolta partecipando ai matrimoni si vedono infatti uomini con diversi tipi di abito ma non sempre la scelta è ovvia e coerente.

Spesso, infatti, un abito viene classificato contemporaneamente come smoking, frac e tight ma si tratta di tre tipologie diverse, con differenze sia strutturali che di uso.

Il Tight
Il tight è l’abito spezzato maschile dedicato alle cerimonie di giorno e da sempre l’abito dei matrimoni, a patto che la cerimonia si tenga di giorno e si concluda prima delle 18. L’origine del nome inglese è tight-coat, ovvero giacca attillata. Ricordate che va indossato rigorosamente prima delle 18 in cerimonie che prevedono questo dress code sia per lo sposo che per gli invitati.

Si compone di giacca monopetto in tonalità scura, grigia antracite o nera, sempre un solo bottone e code posteriori. All’occhiello si può mettere un fiore, la pochette, invece è sempre bianca o grigia. Il gilet è grigio perla, oppure nella classica tonalità tra il giallo e il beige, e la camicia d’obbligo è bianca con collo rigido alla francese. La cravatta deve essere fermata da una spilla, mentre i pantaloni sono grigi a motivo spinato o microgessato. Le calze sono nere o grigie scure, di cotone, e le scarpe sono sempre stringate, perfette in vitello nero spazzolato.

Il Frac
Il Frac è un abito da cerimonia che va indossato solo dopo le ore 18, adatto quindi ad eventi che si svolgeranno nelle prime ore della sera e della notte. Anche se non consigliato per i matrimoni, il frac si conferma un abito ideale per occasioni formali grazie a elementi stilistici di raffinata eleganza.

La giacca a finto doppio petto deve essere nera, con i revers in seta corta sul davanti e con le code di rondine dietro, e può essere resa più preziosa da un fazzoletto bianco candido. Si porta aperta e i bottoni (due file con al massimo tre bottoni per lato) fungono da ornamento. Il gilet, obbligatorio, deve essere bianco, come la camicia e il papillon. I pantaloni, a differenza di quelli da smoking, devono essere dotati di galloni (strisce di raso) sui lati e non devono avere risvolti. Le scarpe di rigore sono nere, in vernice, con o senza allacciatura. Per chi volesse essere assolutamente elegante può essere accompagnato dal cilindro.

Lo Smoking
È un abito completo maschile che si usa solo di sera, dopo le 18, perfetto per Capodanno, nelle serate di gala, in eventi o cene formali ma non ai matrimoni. Inizialmente abito da invito a cena romantico, oggi l'uso dello smoking per gli eventi serali sta soppiantando quello del frac e allora, anche per esso, si tende ad applicarvi sopra le onorificenze del caso.

Chiamato tuxedo (negli Stati Uniti), dinner jacket (dagli inglesi), lo smoking è infatti un’evoluzione del frac al quale vennero tagliate le code per il Principe Reggente Edoardo VII alla fine dell’Ottocento, al fine di confezionare una giacca da sera, da indossare alle cene di corte.

Tradizionalmente nero o blu notte, è composto da un insieme di dettagli irrinunciabili: la giacca, in versione monopetto o doppiopetto, è dotata generalmente due bottoni chiusi, mentre i revers in seta possono essere a lancia o a scialle, abbinata ad una camicia bianca con gemelli ai polsi e papillon d’obbligo, anche nero. Può avere il panciotto o il gilet e i pantaloni non devono avere il risvolto ma un gallone laterale di raso nero. Anche la calza deve essere nera, di seta, senza motivi o decorazioni. Sì a scarpe nere lucide.

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